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Troppo cari i mutui per gli immigrati

Riportiamo un interessante articolo pubblicato oggi da Il sole 24ore relativamente agli immigrati e al comportamento delle banche più restìe a concedere loro mutui.

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Quest’anno gli immigrati compreranno meno case e non perché preferiscono l’affitto. Sono le banche a essere più restie a concedere mutui a clienti troppo simili a quelle famiglie americane meno abbienti che non riuscendo più a pagare le rate, hanno innescato la crisi dei mutui subprime (quelli ad alto rischio) dell’estate scorsa. La previsione è degli addetti ai lavori che hanno partecipato alla presentazione dell’indagine dell’istituto di ricerca Scenari immobiliari sugli stranieri che comprano casa.

Nei giorni in cui le rate del mutuo diventano più pesanti a causa degli interessi interbancari tornati ai massimi, e dopo il rapporto Nomisma che prevede per il 2008 una flessione tra il 5 e il 7% delle compravendite, arrivano brutte notizie anche dalla fascia di mercato bassa ma finora più vivace. Secondo lo studio di Scenari immobiliari, dopo tre anni di crescita, nel 2008 gli acquisti di case da parte degli immigrati diminuiranno dell’11,1%, il fatturato dell’8,3% (sarà pari a 15,4 miliardi). Alla fine di quest’anno, le compravendite saranno circa 120mila, contro le 135mila del 2007, le 131mila del 2006, le 116mila del 2005…


Il calo, secondo la ricerca basata su interviste a 400 agenzie immobiliari, è legato «all’irrigidimento delle procedure di erogazione dei mutui da parte delle banche». Dietro questa rigidità c’è la paura che arriva dagli Stati Uniti. La ricaduta psicologica in Italia, rivelano i numeri, è stata immediata: «Nei primi otto mesi del 2007 – spiega Mario Breglia, presidente di Scenari – il ritmo degli acquisti è cresciuto, anche se in modo più lento rispetto al 2006. A settembre c’è stata invece una prima riduzione, diventata più consistente nei primi mesi del 2008». Si riduce l’offerta, non la domanda e i tempi di ricerca si allungano.

Gli immigrati comprano di solito appartamenti di 50-80 metri quadrati da ristrutturare che costano in media 128mila euro, chiedono un mutuo per 100mila, pagano una rata di 700 euro al mese. Avrebbero continuato a farlo se non fossero diventati sorvegliati speciali. Pietro Locatelli, presidente di «Systema mutui», società specializzata nell’intermediazione del credito immobiliare alle famiglie, spiega che questo approccio è sbagliato. «In Italia – premette – c’è un milione e mezzo di stranieri economicamente integrato che muove il mercato delle vendite e spinge quello delle ristrutturazioni».

Invita a non buttar via questo spicchio di clienti e a non farsi prendere dal Panico Subprime: «Di fronte all’immigrato, l’analista creditizio accorcia la durata del mutuo, riduce l’importo, impone molte firme come garanzie aggiuntive. Tutto ciò è poco professionale e controproducente». Locatelli suggerisce invece un’indagine sul cliente: bisogna capire se vuole rimanere in Italia o no. «Per le banche gli immigrati sono come i giovani. Hanno stipendi modesti? Si fa un mutuo più lungo. Come capire se vogliono rimanere? Basta verificare se hanno portato la famiglia con sé e se hanno rinnovato il permesso di soggiorno: è l’indizio che il lavoro è stabile, non ci sono problemi con la giustizia, c’è voglia di restare».

Fonte: Il Sole 24Ore

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