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Mario DraghiE’ necessaria l’introduzione di una legge che disciplini l’attività degli intermediari finanziari non bancari, nonché quella dei mediatori creditizi e degli agenti finanziari.
Lo ha detto, nel corso di un’audizione sul ddl sicurezza di fronte alle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato, il governatore di Bankitalia, Mario Draghi.

Il numero uno di Via Nazionale ha colto l’occasione “per prospettare la necessità di un intervento legislativo organico, più volte sollecitato dalla Banca d’Italia anche nel corso della precedente legislatura, per portare ordine e sicurezza in un settore molto delicato: quello dell’attività svolta dagli intermediari finanziari non bancari e dalla moltitudine incontrollabile dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria”.

Fonte: Ansa

Macquarie BankMacquarie Bank Italia ha ‘disposto la cessazione dell’attivita’ di erogazione di nuovi mutui’ a partire da lunedi’ prossimo. Lo comunica la banca, spiegando che la decisione e’ stata presa ‘a seguito delle pesanti ripercussioni generate dall’aumento dei costi del funding, e conseguenti al deterioramento del mercato internazionale del credito’, e che ‘continuera’ a gestire le posizioni relative a tutti i mutui finora erogati’ senza alcun cambiamento.

Qui il comunicato stampa ANSA.

A più di un anno dalla sua emanazione, la normativa dell’ex ministro per lo Sviluppo Economico «è rimasta inattuata», ha spiegato il presidente Antitrust, Antonio Catricalà, annunciando l’avvio dell’istruttoria su 10 gruppi bancari attivi in Italia, non «per intesa tra banche, ma per pratica commerciale scorretta». Nel mirino, il gruppo Unicredit, Intesa San Paolo, Bnl, Monte dei Paschi di Siena, Antonveneta, Deutsche Bank, Banca Popolare di Milano, Ubi Banca, Carige e Banca Sella.
Soddisfazione da parte dei consumatori, con il Codacons che stima in 5,9 miliardi di euro il danno derivante dai «comportamenti scorretti delle banche che non applicano le disposizioni» del pacchetto Bersani, spiega l’Aduc, mentre Adusbef e Federconsumatori …

L’Euribor resta al 4,85 per cento: l’European Banking Federation ha infatti comunicato che il tasso interbancario denominato in euro sulla scadenza a tre mesi è stabile, mentre quello a un settimana è salito di un punto base, al 4,27 per cento. Secondo le associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori si tratta di “un dato estremamente preoccupante”. Sono tre milioni e 200mila le famiglie che da due anni a questa parte hanno già subito aumenti di 170 euro al mese, dicono le associazioni, pari a oltre 2.000 euro l’anno per via dei rialzi del tasso di sconto effettuato dalla Bce. Ora - aggiungono Adusbef e Federconsumatori - dovranno far fronte ad ulteriori rincari “di 220 euro annui, portando così l’aumento complessivo dei mutui contratti negli anni scorsi a 2.260 euro l’anno”. Sulla scorta di questi dati, le associazioni dei consumatori auspicano che “in Europa si decida finalmente di abbattere il tasso di sconto, così come già messo in atto dalla Fed e dalla Banca d’Inghilterra”, riducendolo di “almeno un punto percentuale”.

Fonte: Ansa

Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni previste dal Decreto legislativo 231/2007 relativo alla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento di attività terroristiche cambieranno le abitudini di utilizzo di contanti, libretti di risparmio ed assegni.

Una delle principali novità riguarda il nuovo limite consentito per il trasferimento in denaro contante e in titoli al portatore che scenderà dagli attuali 12.500€ ad un massimo di 4.999€.

Ciò significa che per importi pari o superiori a 5.000€ non si potranno effettuare pagamenti in denaro contante o in titoli al portatore, gli assegni dovranno necessariamente essere “non trasferibili” e il saldo dei libretti di deposito bancario o postale al portatore dovrà essere inferiore ai 5.000 €.
Per quanto riguarda gli assegni le normative prevedono anche:

GuidaMutui e Adiconsum hanno consegnato il primo premio trasparenza al gruppo Cariparma Friuladria.

Trasparenza bancaria ancora lontana il 62,50% consegna i fogli informativi, ma solo il 27,3% consegna il prospetto standardizzato ESIS.

Questi i dati da cui è partita l’indagine condotta da GuidaMutui e Adiconsum per verificare l’effettiva messa in campo di comportamenti trasparenti delle banche alle richieste di un mutuo casa da parte dei consumatori.

Riportiamo un interessante articolo pubblicato oggi da Il sole 24ore relativamente agli immigrati e al comportamento delle banche più restìe a concedere loro mutui.

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Quest’anno gli immigrati compreranno meno case e non perché preferiscono l’affitto. Sono le banche a essere più restie a concedere mutui a clienti troppo simili a quelle famiglie americane meno abbienti che non riuscendo più a pagare le rate, hanno innescato la crisi dei mutui subprime (quelli ad alto rischio) dell’estate scorsa. La previsione è degli addetti ai lavori che hanno partecipato alla presentazione dell’indagine dell’istituto di ricerca Scenari immobiliari sugli stranieri che comprano casa.

Nei giorni in cui le rate del mutuo diventano più pesanti a causa degli interessi interbancari tornati ai massimi, e dopo il rapporto Nomisma che prevede per il 2008 una flessione tra il 5 e il 7% delle compravendite, arrivano brutte notizie anche dalla fascia di mercato bassa ma finora più vivace. Secondo lo studio di Scenari immobiliari, dopo tre anni di crescita, nel 2008 gli acquisti di case da parte degli immigrati diminuiranno dell’11,1%, il fatturato dell’8,3% (sarà pari a 15,4 miliardi). Alla fine di quest’anno, le compravendite saranno circa 120mila, contro le 135mila del 2007, le 131mila del 2006, le 116mila del 2005…

Sono attualmente 5312 i mediatori creditizi della Provincia di Milano iscritti regolarmente all’Albo Mediatori Creditizi nazionale (fonte UIC in Banca d’Italia).

Nel solo capoluogo lombardo risultano operare ben 2126 mediatori, circa il 40% del totale, mentre i restanti tremila sono equamente suddivisi negli altri comuni della provincia milanese. Con alcune particolarità.
Ad esempio nel Comune di Rozzano risultano essere iscritti solamente 35 mediatori su quasi 40.000 abitanti, con una media di un mediatore ogni 1100. Completamente diversa la situazione ad Arese e Rho dove opera invece mediamente un mediatore ogni 400 abitanti. Nella classifica generale Milano è seguita da Monza con 200 mediatori, Legnano con 110, Sesto San Giovanni con 109 e Rho con 106.
Le iscrizioni all’albo da parte delle società hanno invece raggiunto quota 867. In questo caso ben 2 su 3 si concentrano nel capoluogo lombardo con una densità pertanto maggiore rispetto a quella dei mediatori creditizi iscritti come persone fisiche.
Questii dati ufficiali. Nella realtà dei fatti i mediatori che svolgono la propria attività quotidianamente nel territorio sono numericamente inferiori di qualche centinaio di unità.

In poco più di due anni dalla costituzione - commenta Marianna Pipitone, Presidente Fimec Milano - siamo già riusciti a riunire nella nostra sede provinciale oltre 150 mediatori, un numero che vorremmo incrementare allo scopo di essere sempre più forti nel mercato e nei confronti delle banche oltre che con gli organi competenti quali Banca d’Italia, Ministero delle Finanze, etc.

Riportiamo qui sotto la lettera del Presidente Fimec Maurizio Del Vecchio pubblicata nel numero odierno de Il Sole24Ore.

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In merito all’inchiesta sul credito al consumo pubblicata lunedì 3 marzo sul Sole 24 Ore, desidero sottolineare che la carenza di norme per l’accesso alle professioni di mediatore creditizio e agente in attività finanziaria danneggia tutti coloro che nel settore svolgono con competenza e passione il proprio lavoro.

Da mesi la federazione da me presieduta (Fimec, Federazione italiana mediatori creditizi) sta contattando gli organi legislativi e istituzionali per invitarli a sfoltire l’esercito dei 150mila operatori, innanzi tutto attraverso l’istituzione di un esame di accesso per chi vuole diventare mediatore o agente.

Inoltre occorrerebbe inserire per i mediatori creditizi, come già avviene per gli agenti in attività finanziaria, l’incombatibilità con le categorie di dipendenti pubblici, dipendenti privati, commercianti, agenti immobiliari e cancellare dall’albo tutti coloro che non hanno mai svolto l’attività pur essendo iscritti, i quali rappresentano almeno il 60% del totale. 

La maggior parte degli italiani in cerca di un mutuo si affiderebbe ad una banca (65,67%) ed in particolare alla propria banca (27,22%). Ma crescono le quote di mercato dei mediatori creditizi (34,32%) e degli operatori online (23,66%).

E’ quanto emerge da un’indagine realizzata da GuidaMutui, attraverso il proprio sito internet, nel corso della quale e’ stato intervistato un significativo campione di italiani.

La ricerca ha messo a fuoco un panorama che mostra che gran parte della popolazione italiana (65,67%) ancora oggi si rivolgerebbe ad una banca per accendere un mutuo, ma allo stesso tempo si sono evidenziate ampie potenzialita’ per il settore dei mediatori creditizi, una figura professionale che sembra aver cominciato a farsi conoscere in alcuni gruppi di popolazione (34,32%), che si affiderebbero a loro.

Altro mercato in crescita e’ quello dell’online.

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