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E’ necessaria l’introduzione di una legge che disciplini l’attività degli intermediari finanziari non bancari, nonché quella dei mediatori creditizi e degli agenti finanziari.
Lo ha detto, nel corso di un’audizione sul ddl sicurezza di fronte alle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato, il governatore di Bankitalia, Mario Draghi.
Il numero uno di Via Nazionale ha colto l’occasione “per prospettare la necessità di un intervento legislativo organico, più volte sollecitato dalla Banca d’Italia anche nel corso della precedente legislatura, per portare ordine e sicurezza in un settore molto delicato: quello dell’attività svolta dagli intermediari finanziari non bancari e dalla moltitudine incontrollabile dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria”.
Fonte: Ansa
Sono attualmente 5312 i mediatori creditizi della Provincia di Milano iscritti regolarmente all’Albo Mediatori Creditizi nazionale (fonte UIC in Banca d’Italia).
Nel solo capoluogo lombardo risultano operare ben 2126 mediatori, circa il 40% del totale, mentre i restanti tremila sono equamente suddivisi negli altri comuni della provincia milanese. Con alcune particolarità .
Ad esempio nel Comune di Rozzano risultano essere iscritti solamente 35 mediatori su quasi 40.000 abitanti, con una media di un mediatore ogni 1100. Completamente diversa la situazione ad Arese e Rho dove opera invece mediamente un mediatore ogni 400 abitanti. Nella classifica generale Milano è seguita da Monza con 200 mediatori, Legnano con 110, Sesto San Giovanni con 109 e Rho con 106.
Le iscrizioni all’albo da parte delle società hanno invece raggiunto quota 867. In questo caso ben 2 su 3 si concentrano nel capoluogo lombardo con una densità pertanto maggiore rispetto a quella dei mediatori creditizi iscritti come persone fisiche.
Questii dati ufficiali. Nella realtà dei fatti i mediatori che svolgono la propria attività quotidianamente nel territorio sono numericamente inferiori di qualche centinaio di unità .
In poco più di due anni dalla costituzione - commenta Marianna Pipitone, Presidente Fimec Milano - siamo già riusciti a riunire nella nostra sede provinciale oltre 150 mediatori, un numero che vorremmo incrementare allo scopo di essere sempre più forti nel mercato e nei confronti delle banche oltre che con gli organi competenti quali Banca d’Italia, Ministero delle Finanze, etc.
Riportiamo qui sotto la lettera del Presidente Fimec Maurizio Del Vecchio pubblicata nel numero odierno de Il Sole24Ore.
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In merito all’inchiesta sul credito al consumo pubblicata lunedì 3 marzo sul Sole 24 Ore, desidero sottolineare che la carenza di norme per l’accesso alle professioni di mediatore creditizio e agente in attività finanziaria danneggia tutti coloro che nel settore svolgono con competenza e passione il proprio lavoro.
Da mesi la federazione da me presieduta (Fimec, Federazione italiana mediatori creditizi) sta contattando gli organi legislativi e istituzionali per invitarli a sfoltire l’esercito dei 150mila operatori, innanzi tutto attraverso l’istituzione di un esame di accesso per chi vuole diventare mediatore o agente.
Inoltre occorrerebbe inserire per i mediatori creditizi, come già avviene per gli agenti in attività finanziaria, l’incombatibilità con le categorie di dipendenti pubblici, dipendenti privati, commercianti, agenti immobiliari e cancellare dall’albo tutti coloro che non hanno mai svolto l’attività pur essendo iscritti, i quali rappresentano almeno il 60% del totale.Â

