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Macquarie Bank Italia ha ‘disposto la cessazione dell’attivita’ di erogazione di nuovi mutui’ a partire da lunedi’ prossimo. Lo comunica la banca, spiegando che la decisione e’ stata presa ‘a seguito delle pesanti ripercussioni generate dall’aumento dei costi del funding, e conseguenti al deterioramento del mercato internazionale del credito’, e che ‘continuera’ a gestire le posizioni relative a tutti i mutui finora erogati’ senza alcun cambiamento.
Qui il comunicato stampa ANSA.
A più di un anno dalla sua emanazione, la normativa dell’ex ministro per lo Sviluppo Economico «è rimasta inattuata», ha spiegato il presidente Antitrust, Antonio Catricalà, annunciando l’avvio dell’istruttoria su 10 gruppi bancari attivi in Italia, non «per intesa tra banche, ma per pratica commerciale scorretta». Nel mirino, il gruppo Unicredit, Intesa San Paolo, Bnl, Monte dei Paschi di Siena, Antonveneta, Deutsche Bank, Banca Popolare di Milano, Ubi Banca, Carige e Banca Sella.
Soddisfazione da parte dei consumatori, con il Codacons che stima in 5,9 miliardi di euro il danno derivante dai «comportamenti scorretti delle banche che non applicano le disposizioni» del pacchetto Bersani, spiega l’Aduc, mentre Adusbef e Federconsumatori …
L’Euribor resta al 4,85 per cento: l’European Banking Federation ha infatti comunicato che il tasso interbancario denominato in euro sulla scadenza a tre mesi è stabile, mentre quello a un settimana è salito di un punto base, al 4,27 per cento. Secondo le associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori si tratta di “un dato estremamente preoccupante”. Sono tre milioni e 200mila le famiglie che da due anni a questa parte hanno già subito aumenti di 170 euro al mese, dicono le associazioni, pari a oltre 2.000 euro l’anno per via dei rialzi del tasso di sconto effettuato dalla Bce. Ora - aggiungono Adusbef e Federconsumatori - dovranno far fronte ad ulteriori rincari “di 220 euro annui, portando così l’aumento complessivo dei mutui contratti negli anni scorsi a 2.260 euro l’anno”. Sulla scorta di questi dati, le associazioni dei consumatori auspicano che “in Europa si decida finalmente di abbattere il tasso di sconto, così come già messo in atto dalla Fed e dalla Banca d’Inghilterra”, riducendolo di “almeno un punto percentuale”.
Fonte: Ansa
GuidaMutui e Adiconsum hanno consegnato il primo premio trasparenza al gruppo Cariparma Friuladria.
Trasparenza bancaria ancora lontana il 62,50% consegna i fogli informativi, ma solo il 27,3% consegna il prospetto standardizzato ESIS.
Questi i dati da cui è partita l’indagine condotta da GuidaMutui e Adiconsum per verificare l’effettiva messa in campo di comportamenti trasparenti delle banche alle richieste di un mutuo casa da parte dei consumatori.
Riportiamo un interessante articolo pubblicato oggi da Il sole 24ore relativamente agli immigrati e al comportamento delle banche più restìe a concedere loro mutui.
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Quest’anno gli immigrati compreranno meno case e non perché preferiscono l’affitto. Sono le banche a essere più restie a concedere mutui a clienti troppo simili a quelle famiglie americane meno abbienti che non riuscendo più a pagare le rate, hanno innescato la crisi dei mutui subprime (quelli ad alto rischio) dell’estate scorsa. La previsione è degli addetti ai lavori che hanno partecipato alla presentazione dell’indagine dell’istituto di ricerca Scenari immobiliari sugli stranieri che comprano casa.
Nei giorni in cui le rate del mutuo diventano più pesanti a causa degli interessi interbancari tornati ai massimi, e dopo il rapporto Nomisma che prevede per il 2008 una flessione tra il 5 e il 7% delle compravendite, arrivano brutte notizie anche dalla fascia di mercato bassa ma finora più vivace. Secondo lo studio di Scenari immobiliari, dopo tre anni di crescita, nel 2008 gli acquisti di case da parte degli immigrati diminuiranno dell’11,1%, il fatturato dell’8,3% (sarà pari a 15,4 miliardi). Alla fine di quest’anno, le compravendite saranno circa 120mila, contro le 135mila del 2007, le 131mila del 2006, le 116mila del 2005…
La maggior parte degli italiani in cerca di un mutuo si affiderebbe ad una banca (65,67%) ed in particolare alla propria banca (27,22%). Ma crescono le quote di mercato dei mediatori creditizi (34,32%) e degli operatori online (23,66%).
E’ quanto emerge da un’indagine realizzata da GuidaMutui, attraverso il proprio sito internet, nel corso della quale e’ stato intervistato un significativo campione di italiani.
La ricerca ha messo a fuoco un panorama che mostra che gran parte della popolazione italiana (65,67%) ancora oggi si rivolgerebbe ad una banca per accendere un mutuo, ma allo stesso tempo si sono evidenziate ampie potenzialita’ per il settore dei mediatori creditizi, una figura professionale che sembra aver cominciato a farsi conoscere in alcuni gruppi di popolazione (34,32%), che si affiderebbero a loro.
Altro mercato in crescita e’ quello dell’online.

